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  Novità: Dalla scuola alla fabbrica avanzata - «Sicilia-Veneto».Tirocini in imprese del N
Postato il Sabato, 15 aprile 2006 ore 11:22:41 CEST di r-bonaccorso
 
 
  Iniziative

I ragazzi che parteciperanno al periodo di apprendistato sono circa 80 e sono studenti dell'ultimo anno di tre istituti tecnici siciliani: l'istituto Tecnico commerciale «De Felice» e l'istituto Tecnico industriale «Cannizzaro» di Catania e l'istituto Tecnico industriale «Vittorio Emanuele III» di Palermo.

Palermo12-4-2006.  Accordo tra la Regione Veneto e l'assessorato al Lavoro: 80 studenti andranno a fare «pratica» nelle imprese del Nord-Est
Dai banchi di scuola alle imprese per mettere alla prova le conoscenze didattiche, dalla Sicilia al Veneto per imparare gli elementi di base e i primi rudimenti tecnici nelle fabbriche metalmeccaniche delle imprese che operano nel Nord Est d'Italia.


Tutto questo grazie al protocollo «Sicilia Veneto» stipulato tra l'assessore al Lavoro e alla Formazione professionale della Regione siciliana, Francesco Scoma, e dal suo omologo per la Regione Veneto, Elena Donazzan.
Il «progetto» coinvolge ottanta «studenti con la valigia», diplomati e diplomandi, di tre istituti siciliani, che saranno impegnati in diversi stage formativi per un totale di 600 ore.
Cos'è il protocollo Sicilia-Veneto
Il protocollo «Sicilia-Veneto» è un progetto sperimentale finanziato dall'assessorato regionale al Lavoro e promosso anche da Confindustria Sicilia e Confindustria Veneto. I ragazzi che parteciperanno al periodo di apprendistato sono circa 80 e sono studenti dell'ultimo anno di tre istituti tecnici siciliani: l'istituto Tecnico commerciale «De Felice» e l'istituto Tecnico industriale «Cannizzaro» di Catania e l'istituto Tecnico industriale «Vittorio Emanuele III» di Palermo.
Nei giorni scorsi è partito il periodo di «orientamento» dei giovani studenti che hanno chiesto di essere coinvolti nell'iniziativa.
«Il progetto – spiega l'assessore Francesco Scoma – sarà finanziato con poco meno di un milione di euro e prevede un percorso di circa 600 ore tra orientamento, formazione a scuola e stage formativi nelle imprese del Nord Est».
Gli obiettivi dell'iniziativa
«Stiamo sperimentando – spiega Scoma – una tecnica nuova: formare i ragazzi fin dalla scuola in modo che subito dopo il diploma il giovane abbia la possibilità e sia nelle condizioni di inserirsi in un mondo del lavoro che mai come oggi richiede una specializzazione».
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall'assessore del Veneto, Elena Donazzan: «È un accordo che porta dei vantaggi agli studenti, che potranno essere competitivi ancor prima di conseguire il diploma, per le istituzioni e per le imprese del Veneto che sono sempre alla ricerca di lavorati motivati e preparati».
Tra gli obiettivi del protocollo d'intesa non c'è soltanto l'acquisizione di nuove tecniche produttive da parte dei giovani «apprendisti»: «Il processo di formazione e di apprendistato – aggiunge l'assessore Francesco Scoma – innesca un meccanismo per cui le imprese che dovranno reclutare nuova forza lavoro avranno già un bacino di impiegati specializzati che conoscono e di cui si fidano perché hanno potuto testarne la qualità e la dedizione. Ci sono più probabilità, insomma, che un'azienda assuma impiegati che conoscono bene il lavoro da svolgere».
Si tratta, comunque, di una iniziativa innovativa e rilevante: «Questo accordo è una opportunità sia per gli studenti – afferma Scoma – sia per le imprese, sia per le istituzioni. Per gli studenti perché si dà loro la possibilità di potere subito dimostrare di essere in grado di mettere in pratica quanto studiato, di potere essere competitivi e vogliosi di imparare un mestiere. Ma è conveniente anche per le imprese del Veneto – conclude – che sono sempre alla ricerca di persone motivate e preparate».

«Non è emigrazione»
Con il progetto si vuole da una parte sperimentare un modello di collaborazione interregionale e dall'altro un modello di buone pratiche di collaborazione istituzionale fra istruzione formazione, sistema delle imprese.
«Ma – chiarisce il direttore generale del Dipartimento Formazione Professionale, Alessandra Russo – vi sono anche altri obiettivi quali: diffondere presso i ragazzi che frequentano le scuole di secondo grado la cultura dell' ''occupazione'' e della ricerca del ''lavoro'' in sostituzione della cultura da tempo radicata della ricerca del ''posto'', e quindi fare acquisire competenze tecnico-professionali immediatamente spendibili in aziende venete con la possibilità di trasferire in un secondo momento tali competenze nei contesti regionali».
«Per le imprese siciliane – osserva l'assessore Scoma – il vantaggio è quello di ritrovare giovani che hanno acquisito competenze in contesti produttivi avanzati e di integrare le proprie conoscenze ed esperienze in una logica di partnership tra imprese. Questo progetto, dal quale ci aspettiamo la realizzazione di occupazione per almeno il 70% dei destinatari – prosegue Scoma – potrà essere portato come buona prassi e quindi essere realizzato come sistema rispondendo fra l'altro ad uno degli obiettivi della prossima programmazione e cioè quello di integrazione dei sistemi di formazione-istruzione-lavoro».
«Inoltre le imprese siciliane e venete – prosegue Alessandra Russo – hanno l'opportunità di costruire rapporti di collaborazione mettendo a confronto imprenditore/imprenditore con la possibile conseguenza di sfruttare tali collaborazioni per l'apertura dei nuovi mercati verso il Nord Africa e tutti i Paesi del Mediterraneo. Obiettivo del progetto ovviamente non è quello di fare emigrare i nostri ragazzi ma – precisa – mettere a contatto le loro capacità con imprenditori che già da tempo guardano la nostra regione come luogo di sviluppo della loro imprenditorialità».
«E' dunque importante il coinvolgimento della scuola. Poiché coinvolgendo i ragazzi in un progetto del genere, prima che finiscano gli studi o subito dopo, si può dire che questa azione – conclude la Russo – può essere considerata una azione preventiva per contrastare la disoccupazione».
I dettagli del progetto
Il progetto sarà governato da un comitato tecnico scientifico in cui partecipano i rappresentanti delle due Regioni, delle due Confindustrie regionali nonchè del mondo della scuola, con il compito di accompagnare il progetto nella sua realizzazione al fine di adeguarne la realizzazione laddove necessario trattandosi di un progetto sperimentale.
Nella fase di avvio - che è già in corso - è in svolgimento da parte delle due Confindustrie la verifica dei fabbisogni di professionalità e competenze espressi dalle imprese. Contemporaneamente si sta avviando presso le scuole l'attività di informazione propedeutica alla fase di formazione regionale necessaria per verificare la motivazione dei ragazzi: occorre che i candidati abbiano una spiccata predisposizione alla mobilità .

 
 
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