Quando, a inizio 2015, prima il mitico Ezio Luzzi e poi il figlio Paolo mi prospettarono il progetto “High School Radio”, chiedendomi, da conduttore radiofonico e da insegnante, di favorirne l’ingresso nella nostra città, non pensavo minimamente che, nell’era degli smartphone o di Whatsapp, di Twitter o Facebook, potessero esserci tanti ragazzi così interessati alla vecchia e romantica Radio, rigorosamente in maiuscolo, da aver l’ardire di intraprendere un percorso di approccio al mezzo che presupponesse un “tuffo” quasi ad occhi chiusi nell’etere, un “battesimo del fuoco” da far tremare le vene e i polsi al più posato e navigato degli adulti. Invece, mi sbagliavo. C’è tanto, tanto coraggio; tanto tanto talento nel sangue dei nostri giovani catanesi. Basta solo fornir loro l’input giusto per tirarlo fuori!